Il castagneto secolare del Monte Pincio nella Valmarecchia
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Castagneto

Un castagneto antichissimo nel cuore del Montefeltro, con castagni che risalgono al 1500 e il pregiato marrone del Monte Pincio.

La nostra storia

Cinque secoli di castagni, trentacinque anni di famiglia

Il Castagneto Monte Pincio non è nato ieri e non è nato da solo. Dietro ai marroni che raccogli in autunno ci sono cinque secoli di storia, una famiglia che ha scommesso su un bosco abbandonato e un lavoro che ricomincia ogni anno da capo.

Dal 1500: i frati e i primi castagni

Le piante più antiche del castagneto risalgono al 1500 e le radici di questo bosco affondano ancora più indietro: il terreno apparteneva a un'abbazia di frati francescani. Furono gli ordini monastici, in epoca medioevale, a diffondere la coltura del castagno in tutta l'Alta Valmarecchia. Quei frati piantarono alberi che non avrebbero mai visto adulti: una lezione di pazienza che, cinque secoli dopo, questo castagneto continua a impartire.

1989: Pietro Belloni compra un bosco addormentato

Quando Pietro Belloni acquistò il terreno nel 1989, di quello splendore restava poco: il castagneto era in stato di semi abbandono, il sottobosco aveva ripreso tutto lo spazio, i frutti si perdevano tra i rovi. Serviva un lavoro enorme, e soprattutto serviva qualcuno disposto a farlo per anni prima di vedere un risultato. Pietro lo era.

La rinascita: percorsi, recinzioni e innesti

Il recupero è stato lungo e paziente. Sono stati aperti e messi in sicurezza i percorsi che oggi attraversano il castagneto, realizzate le recinzioni, e soprattutto sono state innestate le piante con il marrone gentile di Talamello: la varietà pregiata del Montefeltro, che si tramanda solo per innesto e che dà al Monte Pincio il suo frutto più caratteristico. Qui spieghiamo che cos'è un marrone e perché non è la stessa cosa di una castagna.

Nessun agente chimico: la natura fa la sua parte

Le piante sono state curate e potate senza l'uso di alcun agente chimico. Nessun trattamento, nessuna scorciatoia: solo potature fatte al momento giusto e la fiducia che la natura, se le si lascia spazio, sappia lavorare meglio di noi. È anche il motivo per cui non sbattiamo le piante durante la raccolta: aspettiamo che il frutto cada da sé.

Aree pic-nic e strutture in legno, a impatto minimo

Con il tempo sono arrivate le aree pic-nic, i gazebi e le strutture in legno che oggi permettono a famiglie e gruppi di fermarsi tutto il giorno. E qui c'è un dettaglio a cui teniamo particolarmente: tutto è costruito con il legno del bosco del Monte Pincio. Nessun materiale arrivato da fuori, nessun prefabbricato: le stesse piante che danno i marroni hanno dato le travi dei gazebi e le assi dei tavoli. Il risultato è autentico, rustico e bucolico, e soprattutto è coerente: strutture nate dal bosco, che nel bosco spariscono. Un impatto ridotto al minimo, perché il castagneto deve restare un castagneto, non diventare un parco attrezzato.

Oltre 1000 piante, e un lavoro che ricomincia ogni anno

Negli anni sono stati piantati nuovi castagni, e oggi il Monte Pincio vanta più di 1000 piante. Ma un castagneto non si conquista una volta sola: ogni anno vanno rifatte le potature, gli innesti, la manutenzione dei percorsi e lo sfalcio di dieci ettari, in gran parte a mano. Qui raccontiamo che cosa significa davvero tenere in vita un castagneto secolare.

Tutto questo è stato fatto — e continua a essere fatto — con l'aiuto di amici e familiari. Non c'è mai stata un'azienda dietro a questo castagneto: c'è sempre stata una famiglia, e le persone che le hanno voluto bene.

Il tronco di un castagno secolare del Monte Pincio, risalente al 1500
Uno dei castagni più antichi del Monte Pincio.

Le tappe

  • 1500 — i primi castagni, su terreno di un'abbazia francescana
  • 1989 — Pietro Belloni acquista il castagneto, in semi abbandono
  • Anni '90 e 2000 — percorsi, recinzioni, innesti e aree pic-nic
  • Oggi — oltre 1000 piante su circa 10 ettari

In ricordo di Pietro

Pietro Belloni al telefono nella capanna del Castagneto Monte Pincio, accanto alle cassette di marroni
Pietro, sempre al suo posto.

Pietro era un personaggio di altri tempi, di quelli che non si fabbricano più.

Battuta sempre pronta, spesso in dialetto romagnolo e non sempre diplomatica: certe risposte arrivavano secche come una potatura fatta bene. Chi lo ha conosciuto sa di cosa parliamo, e sa anche che dietro alla battuta c'era sempre un sorriso e la voglia di attaccare discorso con chiunque salisse fin quassù.

E poi il lavoro. Un lavoratore instancabile, di quelli che si alzano presto perché il bosco non aspetta, che non hanno mai considerato una giornata finita finché c'era luce. In mezzo a questi castagni ha passato più tempo che in casa, e si vede ancora oggi, in ogni sentiero e in ogni pianta innestata.

Pietro ci ha lasciati nel gennaio 2026, all'età di 86 anni. Ha curato il castagneto fino all'ultimo, come si cura un figlio: con attenzione quotidiana, senza fretta e senza mai considerarlo finito.

Ci ha lasciato un'eredità fatta di piante, di sentieri, di allegria e soprattutto di passione. Oggi il castagneto è nelle mani della famiglia della sorella, del cognato Primo — custode e curatore instancabile, quello che trovate all'ingresso e che accompagna le scolaresche — e dei nipoti Nicola, Natale e Nicoletta.

Continuiamo il suo lavoro nel modo in cui l'ha sempre fatto lui. Se salendo vi sembra di sentire una battuta in romagnolo portata dal vento, non state impazzendo: è lui che controlla se abbiamo tagliato l'erba come si deve.

Marrone del Monte Pincio, varietà pregiata del Montefeltro
Il nostro frutto

Il marrone del Monte Pincio

Il marrone del Monte Pincio è una varietà pregiata di marrone, tipica del Montefeltro e in particolare dell'Alta Valmarecchia, già inserita nell'Elenco Nazionale dei Prodotti Tradizionali.

La presenza di castagneti secolari, tutt'ora in attività, attesta la coltivazione di questo prodotto fin da epoca remota: l'introduzione della coltura si fa risalire alla presenza di alcuni ordini monastici in epoca medioevale.

«L'italico albero del pane»

Sia il marrone che le castagne hanno note proprietà nutritive, tanto che in passato rappresentavano una fondamentale risorsa alimentare delle zone montane e venivano usate normalmente per produrre farina. Fu definita dal famoso poeta Giovanni Pascoli «l'italico albero del pane»: questo frutto è stato per anni uno degli elementi principali nell'alimentazione delle popolazioni collinari e montane.

Si tratta di un vero e proprio prodotto di nicchia: anche nella nostra piccola vallata, negli anni passati i nostri avi avevano soprannominato la castagna «pen te mez' de ciel», per definire questo frutto che, sospeso sui rami dell'albero, sembra collocato in mezzo fra cielo e terra.

Negli anni sono state piantate e innestate nuove piante di castagno, che oggi si estendono per circa 10 ettari di terreno. Qui trovate la storia completa del castagneto.

In sintesi

  • Oltre 1000 piante di castagno
  • Castagni più antichi risalenti al 1500
  • Circa 10 ettari di terreno
  • Curato dalla famiglia dal 1989
  • Marrone inserito nell'Elenco Nazionale dei Prodotti Tradizionali

Come funziona la raccolta

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La sai la differenza tra marroni e castagne? Guarda l'intervista al custode e curatore Primo e scoprila anche tu.

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Testimonianze dei visitatori

Alcune recensioni lasciate dai visitatori su Google.

Bellissima esperienza!

Siamo arrivati dalle Marche sabato mattina. Nonostante la molta gente, è stata un'esperienza che ha superato le nostre aspettative. L'organizzazione impeccabile: all'ingresso sono disponibili diversi secchi per la raccolta delle castagne, oltre alla possibilità di assaggiare le caldarroste gratuitamente offerte... Leggi tutto

Lisa Falconi

Consigliatissimo!

Un antico Castagneto situato al di sopra di Novafeltria, molto bello e curato, anche la strada è semplice e ben tenuta. Tutte le informazioni per accedere sono sul sito, non serve la prenotazione, … Leggi tutto

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Ottimo posto!

Bel posto dove trascorrere una giornata diversa con famiglia o con amici, ci sono tavoli per il pranzo al sacco. Ingresso gratuito nel castagneto, all'uscita si pagano le castagne raccolte… Leggi tutto

Bero Lavoro

Consigliato

Per passare una giornata in compagnia raccogliendo castagne, direi che è davvero il posto ideale.

Claudia Mazza

Bravi!

Ottimo per famiglie, persone anziane e amici. Parcheggio comodo, 2 passi e si castagna. Ovvio, non ti aspettare di super raccolta, poi le compri a ottimo prezzo. Possibilità di mangiare al sacco… e cagnina.

Samuele Moreno

Caldarroste gratis!

Bellissimo castagneto nell'entroterra riminese. Un posto ideale per una bella scampagnata con amici e famiglia. Accoglienza super e le castagne sono deliziose. Il proprietario inoltre offre caldarroste tutto il giorno.

Nik

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